CHI SONO

Mi chiamo Eleonora e sono una psicologa – psicoterapeuta sistemico relazionale e familiare multigenerazionale. 

Pur vivendo e lavorando a Roma da molti anni, città complessa e dinamica, le mie radici affondano in Basilicata, una terra semplice, genuina, caratterizzata da legami intensi e da una profonda memoria storica spesso sottovalutata. 

Questa dualità geografica non è solo un semplice dato biografico ma è stata la bussola costante ed interiore che ha guidato le mie scelte personali e professionali fino ad oggi. Non è un caso, infatti, che io abbia scelto di diventare proprio una psicoterapeuta sistemico relazionale e familiare multigenerazionale: il pensiero più importante che guida il mio lavoro è che sapere da dove si proviene, conoscerne la storia e le narrazioni che si ereditano è necessario per andare incontro e portare a spasso nel mondo la versione di noi stessi che più ci assomiglia.

Rivedo nell’acqua il mio elemento, amo la libertà e non solo come ideale ma come allenamento per lo spirito e per la mente. Sono felice all’idea che ho ancora moltissimi libri da leggere e trovo nella scrittura il mio posto sicuro.

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Premi e riconoscimenti

  • Laureato Eccellente, conferito dal magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma.
  • Vincitrice Percorso d’Eccellenza per il CdL in Psicopatologia Dinamica dello Sviluppo.
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Formazione

  • Giugno 2025: diploma di specializzazione in Psicoterapia sistemico relazionale e familiare multigenerazionale presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia diretta dal Prof. Maurizio Andolfi. Tesi “Quando la terapia si interrompe: lealtà familiari, eredità emotive e vissuti del terapeuta nel modello familiare multigenerazionale”.

  • Dicembre 2020: abilitazione all’esercizio della professione di Psicologo.

  • Settembre 2017: Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Chieti e Pescare Gabriele D’Annunzio. Tesi: “L’esperienza psicologica del bambino e dell’adolescente affetti da tumore”
  • Dicembre 2021: Master di II livello in Psicologia Pediatrica presso l’Università LUMSA in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Tesi: “Psico-oncologia pediatrica: aspetti etici e morali nel trapianto di midollo osseo da fratello sano”.


  • Luglio 2019: Laurea Magistrale con Lode in Psicopatologia Dinamica dello Sviluppo presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma. Tesi: “I bambini e il tumore: chi sono i fratelli d’ombra?”
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Esperienze

  • 2024-2025: psicologa libero professionista presso Sportello Comitato Regionale Basilicata Komen Italia – consulenze psico-oncologiche nell’ambito del progetto AncOra Donna.

  • 2020-2021: tirocinante Master II Livello in Psicologia Pediatrica presso UOS Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Associazione PsiOnlus.

  • 2018: 150 ore di Attività Formative Professionalizzanti presso la UOC Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario Umberto I.
  • 2021-2024: specializzanda in Psicoterapia sistemico relazionale e familiare multigenerazionale presso UOS Psicologia Clinica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS: Ginecologia Oncologica, Chirurgia Senologica e Cure Palliative.
  • 2019-2020: tirocinante post-lauream presso UOD Psiconcologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria S. Andrea.
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IL MIO APPROCCIO

Le lenti che ho scelto di indossare, cioè quelle dell’approccio sistemico-relazionale, mi permettono di considerare l’individuo non come un’entità isolata ma come parte di una o più relazioni in cui è inserito e in cui attivamente contribuisce a mantenere un equilibrio e a determinarne le dinamiche.   

Uno dei principi su cui si base la psicoterapia sistemico-relazionale è la circolarità delle relazioni ovvero l’idea che esse si co-costruiscano insieme in una continua danza congiunta di movimenti che si influenzano reciprocamente tra di loro. Più semplicemente, con le lenti sistemico - relazionali un comportamento è causa e conseguenza insieme.  

In questa prospettiva, anche il disagio psicologico viene letto come un segnale, un’espressione di uno squilibrio all’interno della danza o un modo attraverso cui si sta cercando di adattarsi al passo dell’altro pur di non interrompere la coreografia.

Pertanto, quando una persona giunge nel mio studio, adulto o bambino che sia, alcune delle domande che mi guidano sono: cosa sta cercando di comunicare attraverso questo comportamento per cui sta (o stanno) chiedendo aiuto? Questo sintomo a quale funzione assolve? Quali sono le dinamiche che lo hanno generato e quali quelle che permettono di mantenerlo?  

…ma non è tutto! Quando presento me e il modo in cui lavoro, ci tengo sempre molto a precisare che adotto anche una prospettiva familiare multigenerazionale secondo cui le regole, i modelli di comunicazione, i ruoli, i confini, i comportamenti, le aspettative e i miti familiari si tramandano di generazione in generazione, influenzando profondamente i comportamenti e le relazioni dell’oggi.   

Gli strumenti che utilizzo molto spesso nella mia pratica clinica sono una casa a tre piani con una soffitta e il genogramma. Entrambi mi permettono, attraverso un linguaggio simbolico e metaforico, di esplorare le connessioni tra le generazioni e, dunque, la narrazione della storia familiare arrivata fino alla persona che mi sta chiedendo aiuto. 

COME POSSO AIUTARTI

Il percorso terapeutico è indicato ogni qualvolta si percepisce che la difficoltà emotiva o comportamentale non è più gestibile con le risorse in possesso ed inficia aree significative della propria vita (familiare, sociale, lavorativa, personale, di coppia…). 
Il mio intervento specialistico è rivolto a individui (adulti, adolescenti, bambini), coppie e famiglie con alcune differenze importanti.

PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

è rivolta ad adulti e adolescenti che stanno attraversando un momento di difficoltà emotiva o una crisi evolutiva ovvero sentono di essere bloccati in una fase della loro vita. Pur trattandosi di un setting individuale, appunto, il mio intervento adotta sempre le lenti sistemico-relazionali e familiari multigenerazionali ed è strutturato affinché promuova una profonda riorganizzazione interna e relazionale

Non svolgo terapia individuale con i bambini.

PSICOTERAPIA FAMILIARE PER...

l’obiettivo della terapia familiare non è quello di individuare “colpevoli”, contrariamente a quanto comunemente si creda, ma di riconoscere insieme che il sintomo di un singolo è un segnale o un tentativo involontario di mantenere un equilibrio, seppur disfunzionale, dell’intero sistema.

Lavorare con la famiglia permette di rinegoziare confini e ridefinire gerarchie, decentrare l’attenzione dalla persona che manifesta il sintomo per esplorare la funzione all’interno del contesto e condividere la sofferenza. Nella terapia familiare si lavora insieme per attivare le risorse di tutti i componenti favorendo il cambiamento dell’intero sistema.

Nel caso di richieste per bambini, il mio approccio prevede esclusivamente la terapia familiare. In altre parole, non incontro mai il bambino da solo. Ci sono diverse ragioni per cui questo avviene ma tre sono quelle che mi stanno più a cuore: 

1) È fondamentale, per me, non trasmettere ai genitori un messaggio di squalifica. Io non sono più brava di loro nel prendermi cura del figlio. Ho soltanto delle competenze che posso mettere al servizio dei genitori affinché trovino le risorse per occuparsi di lui proprio nel momento in cui si sentono maggiormente in difficoltà. Non è mai semplice, per un genitore, chiedere aiuto per il figlio o ammettere di non sapere come aiutarlo: il mio compito è sostenerli, non sostituirli.

2) Comprendere il comportamento di una persona, che si tratti di un adulto o di un bambino, è pressoché impossibile al di fuori del contesto in cui si manifesta e perciò il lavoro individuale con il bambino può essere molto limitante e può aumentare il suo sentirsi responsabile o problematico. Coerentemente con le lenti sistemico-relazionali, il sintomo del bambino è un tentativo di adattamento ad un contesto in cui qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Paradossalmente, il sintomo non è un problema ma l’unica soluzione che ha trovato per adattarsi.

3) Il bambino si fa spesso carico di una sofferenza che non è – solo – la sua, di non detti e di nodi mai sciolti che appartengono alla storia dei genitori. La terapia diventa un’occasione preziosa per tornare insieme nel “lì e allora” e concedersi una narrazione diversa. 

Quando alla terapia partecipano anche i genitori e la famiglia lavora come sistema, la lettura del sintomo si allarga ed il messaggio che passa suona più o meno così: “la nostra famiglia merita attenzione e noi siamo disposti – tutti – a lavorare insieme per prendercene cura”. Ogni genitore porta una versione della sua storia che si intreccia e si incastra con quella dell’altro. Le narrazioni della famiglia si arricchiscono reciprocamente così come il modo di essere famiglia e di stare insieme.

Il cambiamento diventa più efficace quando è condiviso! 

PSICOTERAPIA DI COPPIA

la coppia è un sistema dinamico e complesso che, per sua natura, attraversa continue crisi evolutive e momenti di instabilità. La psicoterapia di coppia è utile quando gli strumenti e le risorse non sono più sufficienti per ristabilire un equilibrio funzionale ed utile e quando la relazione si è trasformata o si sta per trasformare in un terreno di sofferenza e non più di supporto reciproco.

PSICONCOLOGIA

Nei lunghi anni di formazione, molto spazio è stato dedicato alla psico-oncologia ed alle cure palliative, sia attraverso lo studio e l’approfondimento teorico con i lavori di tesi sia attraverso tutte le esperienze di tirocinio, durante le quali ho avuto il privilegio di corroborare le mie esperienze nelle strutture più importanti presenti sul territorio romano.

Mi occupo di psico-oncologia anche nella mia attività privata, tenendo sempre a mente la famiglia del paziente come, d’altra parte, il mio orientamento professionale mi insegna costantemente.

Collaboro attivamente anche con l’Associazione Susan G. Komen, in particolare con il Comitato della Regione Basilicata con il quale portiamo avanti, ormai da diversi anni, numerose attività di sensibilizzazione alla prevenzione e di promozione del benessere nelle scuole, nelle strutture pubbliche e, più in generale, sul territorio della Val d’Agri, dove sono nata.





EVENTI E PROGETTI

RiScattiamoci

Ho ideato e scritto RiScattiamoci, un progetto di fotografia terapeutica rivolto a pazienti oncologiche. Il progetto è stato realizzato grazie ad un contributo di Susan G. Komen Italia e prorogato grazie al contributo del Rotary Club Val d’Agri.

Sensibilizzazione

Mi sono occupata di numeroso attività di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori al seno insieme a Susan G. Komen Italia – Comitato Regionale Basilicata nei comuni, nelle scuole e sul territorio della Val d’Agri.

Formazione

Nell’ambito del progetto AncOra Donna, mi sono occupata anche della formazione dei volontari che avrebbero avuto accesso allo sportello e, dunque, alla realtà oncologica.





INTERVISTE E PUBBLICAZIONI

Il Mattino di Puglia e Basilicata

Il Mattino di Puglia e Basilicata: https://www.ilmattinoquotidiano.it/

OMEGA, - Journal of Death and Dying

OMEGA, – Journal of Death and Dying.
Lafuenti L., Belella D., De Paola R., Sani L., Massaroni V., Malta E., Vannuccini S., Ricciotti M., Meloni E., Dispensa S., Zazzara M., Fagotti A., Tortora G., Onder G., Chieffo D.P.R. (2025). Resilience, Self-Efficacy and Psychological Burden in Palliative Care: a cross selectional observational study. OMEGA – Journal of Death and Dying: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40762528/

Abstract

ABSTRACT: Belella D., Veccia F., Lafuenti L., De Paola R., Sani L., Malta E., Fabi A., Magno S.,Masetti R., Franceschini G., Chieffo D.P.R. “Uno strumento innovativo di valutazione psicologica nelle pazienti con tumore al seno sottoposte a chirurgia preventiva: il progetto RAISE”

 

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